Le sedie “femministe” di Laila Laurel

Ultima modifica 15 Giugno 2026 by Marisa Minervini

Laureata all’università di Brighton, la designer Laila Laurel ha progettato una sedia “femminista” che impedisce alle persone di “sedersi con le gambe aperte”, nell’ambito del progetto che si pone l’obiettivo di offrire soluzioni alle problematiche sessiste affrontate dalle donne.

Le due sedie di Laurel, chiamate “Una soluzione per gli uomini che tendono a sedersi a gambe aperte” sono state create come risposta ironica a una difficoltà che le donne incontrano ogni giorno.

“Penso che l’umorismo sia uno strumento molto interessante per affrontare le tematiche sociali”, ha detto.

Il problema delle persone, soprattutto uomini, che siedono con  le gambe aperte è particolarmente fastidioso sui mezzi pubblici, poiché invadono con le gambe lo spazio adiacente e quindi i posti altrui.

Laurel ha creato queste due sedie per rappresentare proprio questo disagio di ogni giorno.

sedie femministe di laila laurel
Le sedie per lei e per lui.

Una sedia è per le donne (o per chi, come loro, riscontra lo stesso problema) e le incoraggia a sedersi con le gambe aperte per occupare più spazio; l’altra è per gli “uomini”  e  li costringe a sedersi con le gambe chiuse.

Per realizzare queste sedie la designer ha usato legno di platano e di ciliegio, creando immagini speculari per dare una continuità visiva ai pezzi.

“Penso che spingere la donna a riflettere sul modo in cui si muove nel mondo o nello spazio rispetto agli uomini, sia importante perché si tratta di un grosso problema intrinseco che non è stato ancora preso in considerazione” ha spiegato la Laurel.

“Penso che gli uomini abbiano la tendenza ad avere controllo sullo spazio e chiedono alla donna di spostarsi per loro molto di più di quanto le donne richiedano loro,” ha continuato. “Per raggiungere la parità di genere è essenziale considerare molteplici aspetti del sessismo.”

ragazzo e ragazza seduti sulle sedie di laila laurel
Una sedia “correttiva” che incoraggia la donna a riappropriarsi del suo spazio.

Queste sedie rientrano in un progetto annuale chiamato: “Femminismo nella terza dimensione”, nel quale la Laurel ha tentato di usare il design per identificare e proporre soluzioni a tutte le problematiche sessiste vissute dalle donne.

La designer di Norfolk ha cominciato la ricerca per il suo progetto trascorrendo un’ora su diversi treni tra Brighton e Portslade – un tragitto che percorre spesso per andare e tornare dal lavoro.

Ha viaggiato su e giù sui treni per osservare degli esempi di uomini che aprendo le gambe, invadono lo spazio delle donne sedute accanto a loro e ne ha riscontrato molti casi in un breve lasso di tempo.

Un caso in particolare ha colpito la sua attenzione: una donna costretta a sedersi al lato del sedile con le gambe nel corridoio, a causa di un uomo che aveva le gambe così stirate da occupare lo spazio dove la donna avrebbe dovuto poggiare i piedi!

“Spero che il messaggio che lanceranno i miei lavori presenti e futuri sia che una giovane donna sta usando il design per creare progetti divertenti, potenti e interessanti che concilino femminismo e uguaglianza.” ha detto la designer.

Le sedie della Laurel, che hanno vinto il Premio Belmond all’esposizione di New Designers a Londra, non sono le prime sedie dedicate all’emancipazione della donna attraverso i sedili.

Anche la designer Anna Aagaard Jensen, diplomata all’Accademia di Design di Eindhoven ha disegnato sedie di questo tipo per incoraggiare le donne a reclamare il proprio spazio quando sono sedute, uno spazio dove gli uomini non sono ammessi.

marisa minervini content manager per seven project

Informazioni sull’autore

Marisa Minervini
Graphic designer e content designer, mi occupo della progettazione e gestione dei contenuti per il web. Collaboro con aziende e professionisti per tradurre temi complessi in comunicazione chiara, efficace e orientata all’utente.

Revisione tecnica: architetto Nicola Vignapiano

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